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Il trauma e le sue conseguenze

Psicologa, Psicoterapeuta, EMDR

Il trauma e le sue conseguenze Il trauma e le sue conseguenze

Un trauma può portare a serie conseguenze sullo stress e sul benessere psicologico dando origine a sintomi che causano intensi disagi in termini funzionali e di qualità di vita.

Quando si subisce un trauma, un evento o qualcosa di sollecitante dal punto di vista emotivo può insorgere un disturbo definito Disturbo Post-Traumatico da Stress.

Recentemente stiamo assistendo ad una crescita straordinaria della consapevolezza degli effetti che può avere lo stress in seguito ad eventi che si presentano in modo improvviso e involontario.

Già in passato molti scienziati e clinici come Freud, Kraepelin e Janet avevano evidenziato l’importanza del trauma e delle sue conseguenze sulle reazioni dell’individuo in seguito ad incidenti, disastri naturali, esperienze di guerra o altri eventi traumatici, come le gravi malattie o i lutti improvvisi. Nonostante l’interesse sull’argomento per molti anni il disturbo non è stato riconosciuto, questo fino al 1980, anno in cui venne pubblicato il DSM-III e si propose il termine di “disturbo post-traumatico da stress” (DPTS) con i relativi criteri diagnostici.

Esperienze sconvolgenti sollecitano una normale risposta umana di paura e disagio e nella maggior parte delle persone i sintomi migliorano progressivamente nei primi mesi successivi. Tuttavia in alcune persone si manifestano sintomi cronici che impediscono di integrare l’esperienza traumatica con la visione di sè e del mondo. Ne consegue che esse rimangono prigioniere del ricordo di ciò che hanno subito e faticano a concentrarsi sul presente e sugli aspetti importanti della loro vita.

Il disturbo post-traumatico da stress si presenta con alcune componenti che portano a un progressivo peggioramento dei sintomi.

La persona avverte soprattutto questi stati:

  • Rivive nella coscienza ripetitivi e intrusivi ricordi dolorosi
  • Si attiva in modo molto forte a livello psico-corporeo
  • Cerca continuamente di impedire il ricordo dell’evento traumatico con strategie di evitamento attivo e passivo

il trauma e le sue conseguenze

Quali tipi di esperienze possono esporre la persona ad un trauma?

Il manuale diagnostico dei disturbi mentali DSM-V riporta i criteri essenziali per fare diagnosi di DPTS e tra questi il criterio fondamentale è l’esperienza diretta o indiretta di un evento traumatico che possa esporre la persona ad una minaccia di morte, grave lesione, oppure violenza sessuale.

Tale esperienza può avvenire in diversi modi:

  • Sperimentata personalmente
  • Assistendo direttamente ad un evento traumatico che accade ad altri
  • Venendo a conoscenza di un evento traumatico accaduto a familiari o amici stretti (eventi violenti o accidentali)
  • Con ripetute o estreme esposizioni a dettagli crudi dell’evento traumatico (es. soccorsi in ambulanza, abusi, ecc.)

La risposta della persona all’evento è un aspetto importante che lo mette nelle condizioni di provare paura, impotenza ed orrore.

Ma quali sono i sintomi?

L’esperienza di rivivere l’evento è caratterizzata da sintomi intrusivi di diverso tipo. Tra questi ci possono essere:

  • Ricorrenti, involontari e intrusivi ricordi spiacevoli (ad esempio immagini e altre percezioni come odori e suoni)
  • Ricorrenti sogni spiacevoli e incubi il cui contenuto e le emozioni sono collegati all’evento, accompagnati da agitazione motoria, vocalizzi, sudorazione.
  • Reazioni dissociative (flashback) con le quali la persona crede di rivivere l’evento
  • Intensa o prolungata sofferenza psicologica
  • Reazioni fisiologiche di attivazione quando si ricorda il trauma

 Per ridurre il presentarsi dei sintomi e delle intrusioni di pensiero la reazione potrebbe essere quella di evitare qualsiasi cosa possa ricordare l’evento, come ad esempio pensieri e sentimenti, o fattori esterni come persone, luoghi, conversazioni, attività, oggetti e situazioni. Lo stile di vita diventa sempre più limitato per evitare qualsiasi richiamo all’evento traumatico e il ripresentarsi dei ricordi dolorosi.

Anche il modo di pensare e le emozioni si modificano, ma come?

Altri aspetti che si riferiscono al disturbo post-traumatico da stress sono relativi alle alterazioni di pensieri ed emozioni in termini negativi.

La persona può infatti sperimentare alcuni di questi sintomi:

  • Incapacità a ricordare qualche aspetto importante dell’evento (amnesia dissociativa)
  • Convinzioni o aspettative negative di sè, degli altri e del mondo (io non valgo, non mi posso fidare degli altri, il mondo è pericoloso)
  • Pensieri distorti e persistenti sulle cause o conseguenze dell’evento che portano la persona a dare la colpa a se stesso o ad altri
  • Stato emotivo negativo (paura, orrore, rabbia, colpa, vergogna)
  • Riduzione di interesse o mancata partecipazione ad attività
  • Distacco o estraneità verso gli altri
  • Incapacità di provare emozioni positive (felicità, soddisfazione, amore)

Quali sono le reazioni comportamentali?

Un ultimo gruppo di sintomi si manifesta attraverso un alterazione dell’arousal e della reattività. La persona può manifestare alcuni comportamenti tra i quali:

  • Irritabilità ed esplosioni di rabbia nei confronti di persone o oggetti
  • Comportamenti spericolati o autodistruttivi
  • Ipervigilanza
  • Risposte di allarme esagerate
  • Problemi di concentrazione
  • Difficoltà relative al sonno

disturbo post-traumatico da stress

Quali sono le modalità di difesa dal trauma?

Una normale difesa che la persona mette in atto quando vive un evento traumatico è la dissociazione. La letteratura scientifica presenta due modalità diverse di dissociazione.

La prima di queste è definita depersonalizzazione ed evidenzia come la persona può sperimentare esperienze persistenti e ricorrenti di sentirsi distaccato dalla propria mente o dal proprio corpo, come se fosse un osservatore esterno (ad esempio avere la sensazione di essere in un sogno, di irrealtà di se, del proprio corpo e dello scorrere del tempo).

L’altra modalità difensiva dissociativa è definita derealizzazione e si presenta quando la persona vive esperienze di irrealtà dell’ambiente come se il mondo intorno fosse irreale, onirico, distante e distorto.

Fattori di vulnerabilità al trauma

Vi sono importanti fattori che la ricerca ha individuato legati alla vulnerabilità a presentare sintomi cronici di stress e questi riguardano non solo problemi emotivi dell’infanzia prima dei 6 anni e precedenti disturbi mentali (es. disturbo di panico, depressivo, ossessivo-compulsivo), ma anche differenze legate alle caratteristiche culturali, di intelligenza, razziali e la presenza di disturbi psichiatrici familiari.

La gravità del trauma e la sua durata sono altrettanto importanti da considerare in quanto si legano alla percezione di una minaccia per la vita, come una violenza interpersonale o altre atrocità.

Successivamente all’evento o agli eventi traumatici subiti la persona può essere incline ad effettuare valutazioni negative, a mettere in atto strategie di coping inappropriate e a sviluppare stress acuto. Anche l’esposizione ad elementi che ricordano il trauma come situazioni di vita avverse o perdite di natura finanziaria portano l’individuo a sperimentare maggiore vulnerabilità.

Eventi traumatici come l’abuso infantile aumentano il rischio di suicidio. È quindi fondamentale intercettare sintomi e disagi che si possono presentare nella persona e che possono far presagire un piano suicidale.

Fattori protettivi

Tra i fattori protettivi la ricerca dimostra che un buon sostegno sociale (Creamer et al., 1993; Green, 1996) e le abilità di gestione dello stress possono aiutare a guarire il trauma. Ulteriori prove suggeriscono che l’atteggiamento culturale verso l’evento e il grado con cui l’esperienza è convalidata dalla rete sociale della persona possono modulare lo sviluppo del disturbo e facilitare il processo di guarigione.

Cosa fare se si percepiscono disagi o sintomi?

I soggetti sopravvissuti ad un trauma che non recuperano spontanemente e che continuano a manifestare sintomi e disagi nel tempo possono aver bisogno di un trattamento che li aiuti a rielaborare l’evento.

Ricerche recenti dimostrano che gli interventi precoci possono facilitare la guarigione e ridurre la prevalenza del Disturbo post-traumatico da stress.

Superare un trauma può portare a una crescita personale, allo sviluppo di migliori strategie di adattamento e a modelli di vita più adattivi di sè e del mondo.

Il trattamento dovrebbe avere l’obiettivo di migliorare notevolmente i sintomi associati al trauma e far tornare la persona a un livello di funzionamento emotivo precedente all’evento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’agosto del 2013 ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati. Se vuoi leggere altre informazioni clicca qui